La rêverie del male – La storia di Lisa & Carlo

Carlo guardava oltre il vetro con il bicchiere in mano aspettando che succedesse qualche cosa dentro o fuori di sé.
Aveva evitato tutte le discussioni fino alla fine della cena, fedele al personaggio che interpretava più che a se stesso. Bevve ancora del vino rosso e rimase alla finestra a guardare qualche cosa, qualche cosa che non capiva mentre i tetti di Ferrara si dilatavano e si restringevano come se stessero ballando.
Quella pietra a vista e quei ciottoli per terra. Solo Ferrara può incantarti così, pensò sentendosi più solo del solito.
Le pietre hanno una storia profonda da raccontare. Che noia tutte queste parole che si raccontano questi ragazzini!
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«Sei sempre così incazzato?» l’apostrofò Jasmine ad un certo punto avvicinandosi a lui.
«Solo quando sono con i miei coetanei».
«Ti piace stare con gente più grande?» chiese lei, sinceramente interessata, allargando i suoi occhietti furbi e curiosi, stretta nel suo vestito rosso.
«Mi piace l’esperienza» rispose lui scansando il suo sguardo per tornare a fissare quel vago punto lontano che stava cercando disperatamente «E credo che nessuno di noi abbia mai abbastanza esperienza».
«Mi hanno detto che stai sempre al bar.  Ѐ lì che l’acquisisci l’esperienza?» volle provocarlo lei.
«Al bar vendono questo», rispose scuotendo il bicchiere di vino e sorridendole, «e con questo faccio la mia rivoluzione».  All’ improvviso si era mostrato fragile togliendosi la maschera che sentiva sempre appiccicata sul suo volto. Era consapevole di vivere un brutto periodo. Le sorrise dicendo: «Sono pieno di pensieri».

 

Inizio capitolo IX –  La rêverie del male (2015)
Andrea Manica – Editore Mannarino
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