La rêverie del male – La storia di Lisa & Carlo

Gli altri? Lisa non considera quegli altri ragazzi suoi amici. Sono poco per lei, anzi niente.
Oltre a Martina e qualche vecchia compagna di scuola non ha veri amici e spesso si sente molto sola.
…Forse era poco più di un pugno ma che se stringeva colpiva molto duro … sta cantando Vasco Rossi alla radio. E Lisa è carica.
In quel bar la gente sembra fossilizzata da millenni. Ci sono avventori che stanno tutto il giorno lì.
«Ma non avete una vita?» chiede Lisa di tanto in tanto rivolgendosi ai clienti fissi del bar per sentire risposte come me ne sbatto, fatti gli affari tuoi.  Non piace alla gente affrontare la realtà, meglio le vie di fuga. Le amicizie del bar sono di comodo, legate all’alcol, alla coca, ai passaggi in macchina verso la riviera. Non c’è niente di vero.
È gente questa? Sì, sono solo dei poveracci che dicono di avere provato tutto!  Se la raccontano tra loro, affermando di essere stati ovunque. Certo lei li ha visti andare ma li ha anche visti tornare sempre come cani bastonati con la coda gonfia tra le gambe.
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Sono degli sboroni con i loro viaggi mentali e non: con le loro scopate memorabili, le loro avventure folli … per poi, ogni giorno, aprire la porta del bar e chiedere uno spritz.

Il punto di vista di Lisa – estratto capitolo VII
La rêverie del male (2015)
Andrea Manica – Editore Mannarino
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